ASPETTI SOCIO-PSICOLOGICI E GESTIONE DEL TALENTO – IL DROP OUT

La ricerca sociologica pone maggiormente l’accento sulla importanza dei fattori ambientali nel talento. Un fattore determinante del successo in qualsiasi sport, e in particolare nel calcio, è la socializzazione. Pertanto, l’identificazione e lo sviluppo del talento nel calcio può richiedere una analisi del contesto socio-culturale del soggetto. I genitori di solito introducono i bambini al calcio organizzato e forniscono loro l’educazione. Amici, dirigenti e allenatori hanno un ruolo importante da svolgere per stimolare il bambino ulteriormente al miglioramento. Il sostegno dei genitori e un atteggiamento positivo al coinvolgimento del bambino nello sport, e sono estremamente importanti durante l’intero periodo di crescita (Côts, 1999). Anche nel calcio, così come nella vita, la classe sociale ha un effetto significativo sulla partecipazione del ragazzo, infatti i bambini di classe media sono di solito avvantaggiati avvalendosi di un maggiore sostegno dei loro genitori e di una maggiore disponibilità dei genitori a muoversi per accompagnarli. I bambini provenienti da famiglie monoparentali o da minoranze etniche sono invece più svantaggiati (Consiglio inglese Sport, 1995). Queste disuguaglianze nell’accesso alla partecipazione indicano che la valutazione frettolosa di talento può essere influenzata anche da fattori sociali e ambientali.

Alcuni autori hanno sostenuto che il comportamento degli allenatori e il loro coinvolgimento con il bambino sono elementi importanti per lo sviluppo del talento (Carlson 1988, 1993). La maturazione del bambino (biologica, sociale, psicologica) e l’approccio ad un intenso coinvolgimento nello sport è essenziale per poter provare soddisfazione e divertimento. Bravi allenatori sanno come spingere i giocatori nella pratica e quando ridurre l’intensità di allenamento e le loro aspettative. Un abbandono precoce si può verificare se l’armonia non esiste tra allenatore e giocatore, e potrebbe portare alla perdita del potenziale talento. I giocatori di talento sono nella maggioparte comunque abituati a pensare bene dei loro allenatori dai primi anni di coinvolgimento.

L’importanza dell’aspetto sociale per lo sviluppo del talento è stato motivo di ricerca per diversi studiosi, Williams e Reilly hanno analizzato ad esempio lo schema fornito da Bloom nel 1985. Bloom ha identificato tre fasi importanti del progresso della carriera del giocatore: l’inizio, lo sviluppo e il perfezionamento. Ci suggerisce che gli ambienti sociali contribuiscono a formare i giovani di talento ed il ruolo dei membri della famiglia e degli educatori sostituiscono la capacità naturale dell’atleta. La creazione di un ambiente adeguato in cui far crescere i talenti può svolgere un ruolo significativo nello sviluppo di competenze presenti nel ragazzo geneticamente.

La ricerca futura dovrebbe concentrarsi sull’importanza della pratica: in particolare, è necessaria una più chiara comprensione del processo di apprendimento e della frequenza di pratica che conduce alla prestazione migliore in ogni fase di sviluppo. Una eccessiva attenzione sui risultati delle prestazioni, in particolare nei giovani, dovrebbe essere sostituito da misure di processo come predittori a lungo termine di potenziale (Davids, 1995). Potenziali cause di abbandono potrebbero essere determinate dalla fragilità di un ragazzo rispetto ai risultati ottenuti in allenamento o ad una forte competizione con gli altri (Singer e Janelle, 1999). Rischiosa causa di abbandono possono essere anche gli infortuni. La prevenzione dovrebbe essere una preoccupazione costante in qualsiasi sistema di sviluppo e di selezione. È importante che i giocatori siano aiutati a rilevare eventuali fattori che li predispongono ad un aumento del rischio e di individuare quei giocatori che possono avere controindicazioni allo sport, come ad esempio quei ragazzi con anomalie cardiache o respiratorie.

Altro fattore di squilibrio può subentrare a causa di una pratica troppo intensa di allenamento. L‘overplaying’ provoca un continuo stress psicofisico che culmina con il rifiuto di allenarsi, danneggiando le prestazioni atletiche e rendendo più vulnerabile l’organismo ad eventuali infortuni.

Un importante possibile fattore del drop out potrebbe anche essere la delusione dei risultati ottenuti rispetto alle aspettative. Bisognerebbe dare molta meno importanza ai risultati ottenuti nell’età giovanile,e non creare aspettative troppo alte nei ragazzi, da parte di genitori e allenatori. L’obiettivo dovrebbe essere solo la maturazione definitiva del talento e del ragazzo.

Per tutte queste cause, l’accesso alla medicina dello sport ed un sostegno psicologico diviene fondamentale a tutti i livelli.

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